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Recensione su Rockit

recensione scritta da Giandomenico Piccolo su " Un demone la mia morale "

Profondità testuale e inquietudini interiori si fondono in questo alt-rock dalle forti suggestioni mistiche

Una vita attorno alla musica, coltivano ascolti eccellenti che rappresentano la cassa di risonanza della propria capacità poetica: Stefano Attuario si mette in gioco in prima persona, unendo le forze col produttore Max Zanotti per finalizzare "Un demone la mia morale", singolo licenziato per la label Terzo Millennio.

Circa quattro minuti per un'esperienza d'ascolto fugace ma al tempo stesso molto eloquente riguardo le soluzioni espressive adottate dall'artista di stanza a Como: fra misticismo e profondità testuali, si fa spazio un rock di stampo alternative i cui fili della tensione vengono tirati con la stessa maestria di chi ha collezionato anni di esperienza e militanza. È molto di più di una traccia da mettere in vetrina: abbiamo a che fare con una canzone che intende condividere determinate sensazioni e inquietudini, aprendo il personalissimo mondo di Stefano Attuario a chi riesce ad avere il background necessario (e la sensibilità culturale) per cogliere quanto di buono emerge nel mentre della canzone.

Una proposta molto trasparente, spigolosa con onestà e senza artifizi finalizzati ad assecondare le tendenze discografiche del momento: "Un demone la mia morale" si mostra senza compromessi e va bene così, perché la musica è fatta di tante sfumature, non tutte declinabili nella morbidezza cosmetica. Restiamo fiduciosi in vista degli inediti che verranno, magari coronati da una release sulla lunga distanza.


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